designer si diventa

Il percorso dell’aspirante designer, spiega sempre il rapporto di Aaster e Camera di Commercio, comincia dall’università e dall’accademia. Ma l’apprendimento non si esaurisce in aula: soprattutto nei mestieri creativi, come quelli della moda e del design, fin da subito si impara lavorando. Non solo con gli stage ma anche attraverso il coinvolgimento delle imprese nelle attività didattiche. “L’azienda consente agli studenti di esercitare il pensiero creativo su un materiale concreto”, spiega Giuliano Simonelli di Polidesign , “in cambio, entra in contatto con giovani che possono portare elementi di innovazione”. In alcuni casi, ci riferisce sempre il rapporto sulle “Tribù creative”, le università entrano nella catena di fornitura delle imprese con cui hanno siglato contratti di collaborazione. Esempio, l’Istituto europeo di design  (Ied). Il legame tra formazione e lavoro ispira anche i criteri per la selezione dei professori. “Nei miei docenti voglio riscontrare relazioni pregnanti con il mondo professionale”, dichiara nel report Elisabetta Galasso, direttore della Nuova accademia di belle arti di Milano  (Naba), “altrimenti non potrebbero aiutare gli studenti nell’inserimento lavorativo o nella ricerca di stage”. Tocca poi agli allievi, lascia intendere la Galasso, cogliere le chance offerte dagli insegnanti.