design

Cos’hanno in comune la Lettera 22  della Olivetti, la Vespa della Piaggio e la metropolitana di Milano? Semplice. Per ognuno, c’è stato un designer: Marcello Nizzoli  per i tasti della macchina per scrivere, l’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio  per la due ruote dell’azienda di Pontedera e l’olandese Bob Noorda  per la segnaletica del metrò. Mezzi di trasporto pubblici e privati, campagne pubblicitarie, divani, poltrone, tavoli, sedie, caffettiere, perfino forchette e cucchiai: dietro tutto questo c’è, ancora oggi, un designer. Con una differenza rispetto al passato: mentre un tempo il design colpiva un solo senso, la vista, oggi tutti i sensi sono coinvolti. Suoni, eventi, fragranze: sono solo alcune delle specializzazioni emerse negli ultimi anni. Qualcosa è cambiato, e profondamente. “Il design oggi non è più sinonimo di qualità estetica dell'oggetto”, fa notare l’architetto Dalia Gallico , " ma riguarda la cultura e i metodi della progettazione". Un universo in movimento. E, anche qui, l'innovazione tecnologica ha avuto il suo peso. 
“I giovani artisti
non devono copiare da altri:
devono essere se stessi
e se hanno talento,
con la loro unicità
e irripetibilità,
diventeranno grandi”
Oliviero Toscani