distribuzione

Negli anni Settanta la moda era scandita da due stagioni: primavera/estate e autunno/inverno. Ora i ritmi si sono fatti talmente veloci che gli assortimenti sono diventati settimanali. La chiamano fast fashion, o moda veloce, come quella di Zara e H&M. Due esempi di aziende che hanno scelto di aprire catene di punti vendita per controllare meglio le vendite e per gestire la comunicazione.

Nelle aziende con reti di negozi monomarca esiste la figura del buyer, che acquista la collezione per il punto vendita specifico. Se la crisi dei consumi ha fatto chiudere attività commerciali individuali, ci sono grossi gruppi che stanno investendo in shopping mall , outlet  e formazione.

Resistono alcuni grandi magazzini. Tra le professioni della distribuzione, ecco il merchandiser, a metà strada tra l’ufficio stile  e il commerciale: studia concorrenza e prezzi valutando se un prodotto può essere messo in vendita. Nella distribuzione wholesale (monomarca in franchising/comodato/conto vendita) operano gli area manager, mentre nel canale diretto lavorano i retail manager.Immagine7
 

 

 

 

A proposito di grandi marche.
Il gruppo Inditex raggruppa diversi brand: Zara, Berschka, Massimo Dutti, Oysha, Pull and bear, Stradivario e Uterque. Otto catene distributive con la stessa filosofia e identico approccio commerciale: offrire un bel prodotto a un prezzo decisamente basso.
Due volte a settimana i centri logistici distribuiscono in uno o due giorni la merce in tutti i negozi.
Il modello di business della Inditex prevede che si portino avanti contemporaneamente tutte le fasi: design, fabbricazione, logistica e vendita in negozi di proprietà.
Il primo negozio è stato aperto nel 1975 a La Coruna (Spagna), sede attuale del gruppo spagnolo.