produzione

Le aziende sono diventate più snelle e veloci: poche persone in organico che si occupano di progetto, prototipi e modellistica.

La produzione  vera e propria, nella stragrande maggioranza dei casi, è delocalizzata presso aziende vicine oppure all’estero. Quando si produce in sede, è il responsabile dei reparti produttivi  che organizza, coordina e gestisce la produzione. Quando invece si delocalizza, tocca al responsabile del coordinamento delle produzioni esterne  individuare le società cui affidare una parte della produzione.

A seguire l’evoluzione del prodotto dalla progettazione alla vendita è il product manager. Un’indicazione sulle ricerche di personale in questo campo la fornisce Michele Tronconi, presidente di Sistema Moda Italia. “Presto l’industria sentirà la mancanza di giovani tecnici: periti tessili, chimici, tintori e tecnici del reparto moda. Ma”, aggiunge, “anche i laureati diventano sempre più importanti”.

A proposito di produzione.
In passato, le aziende avevano tutte una struttura verticale, dove funzioni e ruoli erano rigidi e legati alle aree produttive (prototipia, produzione, controllo, distribuzione, etc) e al ciclo continuo. Ogni mansione corrispondeva a un ruolo specifico ed era soggetta a supervisione. Il ciclo produttivo oggi si è spezzato e si è imposta una struttura circolare: molte aziende affidano la realizzazione dei prodotti a unità esterne (il cosiddetto outsourcing), locali o all’estero. I ruoli sono più flessibili.
 
Una questione di diritti.
Tutte le aziende che producono innovazione rischiano di vedere l’investimento vanificato, se non proteggono l’idea con un brevetto. Per queste aziende è fondamentale una funzione aziendale specializzata: quella dell’Ip manager, cioè del manager addetto alla gestione della proprietà intellettuale. L’Ip manager è in stretto contatto con l’area marketing, con la comunicazione, con la divisione legale, con il contenzioso, con l’uomo prodotto e con la distribuzione. Si tratta di laureati in giurisprudenza, in economia aziendale o in ingegneria gestionale, con una specializzazione in proprietà intellettuale. In Italia, questo tipo di esperti lavora all’interno delle aziende. Prada, Gucci e Valentino hanno uffici preposti alla gestione e al controllo della proprietà industriale del gruppo.