Vuoi fare le scarpe a qualcuno?
22 ottobre 2010 - Chiara Tentori (c.tentori@provincia.milano.it)Una delle più antiche corporazioni medioevali di arti e mestieri è quella dei Calzolai.
Nel XIV secolo era Firenze la città più rinomata per questa attività, accanto a Venezia, Novara,
Napoli. Una simile costellazione di centri produttivi, ciascuno caratterizzato da tradizioni di
eccellenza ben radicate nel territorio, è tuttora rintracciabile nei tredici distretti calzaturieri
italiani: San Mauro Pascoli; Grumo Nevano-Aversa-Trentola (o cittadella aversana); Fusignano e
Bagnacavallo; Vigevano; Fermo; Casarano; Barletta; Valdinievole; Santa Croce sull’Arno; Brenta;
Veronese; Montebelluna; Lucca. Circa il 70% dell’attività produttiva è concentrata in tre Regioni:
Marche, Toscana e Veneto. Il restante 30% è distribuito in zone storiche, come il vigevanese
(Lombardia) o in aree di recente specializzazione, come i distretti del Sud. In ognuno dei
distretti calzaturieri sopravvivono e si trasmettono non solo modalità produttive improntate alla
realizzazione su larga scala, ma anche un importante numero di imprese artigianali, laboratori e
atelier, in cui le antiche tecniche dei maestri d’arte (evolute o riviste alla luce dell’estetica
contemporanea) tuttora rivestono un ruolo di rilievo nella realizzazione della produzione più
pregiata.
Il profondo carattere artigianale della produzione calzaturiera italiana, così come la
maestria di coloro che (secondo un’espressione gergale) “danno garbo alle scarpe”, gioca un ruolo
fondamentale nella sua eccellenza, attestata a livello internazionale. Il riconoscimento del valore
artistico dei diversi mestieri legati all’attività calzaturiera ha contribuito dunque a rendere
giustamente famosa nel mondo la creatività e perizia tecnica dei maestri italiani.
L’arte della calzatura italiana è strettamente legata al “fatto a mano” e a una mano d’opera
estremamente professionale: sia perché realizzare una scarpa significa quasi dare forma a una
scultura, sia perché il pregio dei materiali e le varie fasi di lavorazione, se fatte a mano,
rendono la calzatura un vero e proprio prodotto di lusso. Molti sono i nomi di grandi artefici che
hanno fondato maison celebri in tutto il mondo: Salvatore Ferragamo, René Caovilla, Olga Berluti,
Santoni, Zanotti, Vicini, Ernesto Esposito, Giuseppe Bettanin, per citarne soltanto alcuni. C’è
anche il caso di grandi aziende, come la Tod’s di Diego Della Valle, che utilizzano tutte le
tecnologie più moderne ma non le sostituiscono mai alla mano dei maestri d’arte.
Oltre ai mestieri legati alla conciatura della pelle, che in Italia vanta una tradizione
antichissima e prestigiosa, nel mondo della calzatura si distinguono molte figure professionali
(tutte tra loro collegate) sia di stampo tradizionale sia di più recente nascita: figure che
provengono non solo dal saper fare artigianale che si tramanda in bottega, ma anche dall’offerta
formativa specifica di alcune scuole di specializzazione.
La più popolare e a maggior contenuto creativo è quella dello stilista, cioè di chi crea e
imposta lo stile delle collezioni: a lui compete la preparazione dei campionari e dei prototipi.In
suo supporto, con una formazione più specificamente tecnica, il modellista di calzature che, oggi
anche con l’ausilio dei sistemi informatici, trasforma in realtà i modelli disegnati. Il tecnico
della forma, invece, dà inizio al processo di lavorazione delle calzature: il suo compito è
individuare le soluzioni per trasformare in prodotto finito l’idea degli stilisti e redigere le
schede tecniche di lavorazione dei modelli. Per realizzare una calzatura, infine, sono necessarie
molte altre figure artigiane specializzate: il selezionatore delle pelli, il tagliatore di tomaie,
l’orlatore, il montatore, il finitore, e così via.
Percorsi formativi di eccellenza
Questi mestieri, tradizionalmente, si tramandano a bottega e nei piccoli laboratori
artigianali, ma esistono alcuni centri formativi d’eccellenza che promuovono delle specializzazioni
mirate. Oggi infatti è necessario che il maestro calzaturiere possieda una specializzazione molto
alta nelle tecniche manuali e nell’uso degli strumenti tradizionali del mestiere, ma che sia anche
sensibile alle innovazioni di carattere tecnologico e commerciale.
Il Politecnico Calzaturiero di Stra, promosso da diversi enti veneti tra cui l’Associazione
Nazionale Calzaturifici Italiani (ANCI), gestisce la Scuola di Design e Tecnologia della Calzatura,
erede della storica Scuola di Disegno per Arti e Mestieri che, dal 1923, contribuisce allo sviluppo
delle professionalità in questo settore. Il Politecnico prevede corsi di formazione professionale,
con un accento specifico sulle tecniche produttive all’avanguardia, mentre la Scuola di Design
forma gli stilisti di calzature.
A San Mauro Pascoli e a Lucca due Centri Servizi offrono eccellenti corsi di formazione: sono
il Centro Emiliano-Romagnolo di Servizi per la qualificazione del settore calzaturiero, il Cercal,
e il Ce.se.ca, Centro Servizi Calzaturiero. Il Ce.se.ca è attivo nel campo della formazione
professionale, mentre il Cercal propone corsi di alta specializzazione e perfezionamento, grazie
alla sua Scuola Internazionale Calzaturiera e Pellettiera.
Altri percorsi formativi sono offerti da enti dedicati in generale al settore della moda,
come a Napoli l’Accademia della Moda, con una sezione calzature che propone corsi per diventare
modellisti, o l’Istituto Internazionale Fashion, Design e Marketing (Polimoda) di Firenze, che
offre un corso post-diploma in design della calzatura e accessori. Il Museo Salvatore Ferragamo
mette a disposizione una borsa di studio a copertura totale delle tasse per giovani particolarmente
talentuosi. Ancora a Firenze è attiva l’Accademia Riaci, i cui corsi hanno un focus specifico sulla
componente artistica nelle lavorazioni del cuoio, e sono dedicati sia al design che alla
realizzazione della calzatura.
Dedicate esclusivamente al design calzaturiero sono invece due scuole milanesi: l’Ars Arpel e
la ModaPelle Academy. Sempre a Milano il noto Istituto Marangoni, la scuola italiana di moda più
rinomata a livello internazionale e lo IED, Istituto Europeo di Design hanno attivato dei corsi di
studio ad hoc, assicurando partnership e opportunità di formazione con aziende rinomate del
settore.
In alcuni casi, le stesse aziende hanno creato, in collaborazione con altri enti, percorsi di
formazione di alto livello: Gucci, in collaborazione con Assindustria Firenze, ha proposto Training
Fashion, progetto di formazione continua per il reparto moda con un’attenzione speciale al settore
calzature; Bottega Veneta ha dato vita ad una Scuola di Pelletteria, in collaborazione con la
Scuola d’Arte e Mestieri di Vicenza.
Tratto da
"Introduzione ai mestieri d'arte"
Breve guida alla conoscenza
dell'artigianato artistico italiano di eccellenza.
Storia, attualità e percorsi formativi
Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte, CROSS (a cura di)
Milano, 2009