Studente lavoratore: quali diritti?

Lavori già ma hai voglia di riprendere gli studi, oppure stai ancora studiando ma vorresti cominciare a lavorare: ecco come conciliare gli impegni.
14 settembre 2012 - Chiara Tentori (c.tentori@provincia.milano.it)

L'ordinamento italiano offre delle agevolazioni per la frequenza di lezioni e la partecipazione agli esami per tutti i lavoratori iscritti regolarmente a corsi di istruzione primaria, secondaria, universitaria e di qualificazione professionale. Ecco quali sono:

150 ore
Lo studente lavoratore ha a disposizione, in tre anni, un monte di 150 ore di permessi retribuiti per frequentare corsi e lezioni. Nel caso si tratti di corsi di studio correlati all'attività dell'azienda, il tetto massimo è diminuito a 120 ore. Le 150 ore sono distribuite in 50 ore all'anno e contrattualmente configurabili come "permessi straordinari retribuiti "da godere solo se orario di lavoro e orario di frequenza vanno a coincidere anche solo parzialmente. L'utilizzo delle 150 ore è riconosciuto anche per le università telematiche. In via generale, lo studente lavoratore deve presentare una domanda alla direzione del luogo di lavoro e le successive certificazioni di frequenza. La certificazione mensile è vincolante per avere diritto ad ore retribuite per la presenza ai corsi di studio.
Inoltre, gli studenti lavoratori hanno diritto anche a 120 all'anno di permessi non retribuiti, il cui utilizzo deve essere programmato trimestralmente, compatibilmente con le esigenze produttive ed organizzative dell'azienda.

Turni agevolati
Lo studente lavoratore ha il diritto a svolgere il lavoro secondo turni agevolati, che gli permettano di frequentare corsi di studio compresi nell'ordinamento scolastico, svolti presso istituti pubblici riconosciuti.

Permessi giornalieri
Durante il periodo degli esami i lavoratori studenti, compresi quelli universitari, possono fruire di permessi di studio giornalieri retribuiti. La concessione del permesso giornaliero retribuito è, per il datore di lavoro, vincolante. Il numero di permessi per sostenere esami od esoneri non è soggetto a limite. Il lavoratore può usufruire del permesso anche quando non vi sia coincidenza di orari (assenza per tutta la giornata). Nei casi in cui sia necessario al lavoratore recarsi in località distanti, il permesso può estendersi sino a coprire i tempi del viaggio. Per certificare la presenza all'esame, basta un qualunque attestato che indichi: intestazione della sede universitaria o dell'istituto, giorno della prova, esito della prova, timbro o firma del professore o dell'amministrazione universitaria. Inoltre, si ha diritto, in caso di esame oltre al giorno di permesso già accordato dalla legge, a due giorni di permesso retribuito, da fruirsi nei due giorni lavorativi precedenti l'esame. Tuttavia, i permessi non sono retribuiti nel caso in cui l'esame universitario sia stato sostenuto per più di due volte nello stesso anno accademico.

Aspettativa per studio
Per chi è ammesso ai corsi di dottorato di ricerca, la concessione al congedo straordinario non è scontata. A decidere è l'amministrazione dell'azienda presso cui si lavora. Qualora venga concesso il congedo e il dipendente interrompa il rapporto di lavoro entro i due anni successivi al periodo di aspettativa, il lavoratore sarà tenuto a restituire gli emolumenti percepiti durante il congedo.


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