Politiche attive per il lavoro: cosa cambia con il D. LGS. 150/2015

Con il termine "politiche attive" si intendono definire tutti quei servizi che il sistema offre a chi cerca lavoro. Il Decreto legislativo n. 150 del 14 settembre 2015 ha introdotto alcune novità sostanziali in questo ambito, ridefinendo l'organizzazione della rete dei servizi per il lavoro e le modalità di gestione delle politiche attive.
14 settembre 2016

La prima funzione dei Servizi per il Lavoro è ovviamente l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, cioè quella di aiutare le persona a trovare l'occupazione desiderata, nel mercato del lavoro locale sulla base delle richiesta di professionalità e qualifiche ricercate dalle imprese.
Purtroppo, però, molto spesso il lavoro desiderato dalle persone nel mercato locale non c'è oppure il lavoratore non ha le caratteristiche richieste dalle imprese. Le politiche attive del lavoro dovrebbero quindi intervenire sull'occupabilità di ogni singolo disoccupato, individuando i punti di debolezza, ma anche le potenzialità del lavoratore e attivare una serie di azioni per migliorare le possibilità di trovare lavoro. Sono percorsi di orientamento, formazione e accompagnamento.
Per poter rafforzare la capacità di incontro domanda offerta dei soggetti pubblici e privati, è stata prevista l’istituzione di un Albo nazionale dei soggetti accreditati a svolgere funzioni in materia di politiche attive del lavoro, nel quale saranno iscritte le agenzie per il lavoro e le agenzie che intendono operare nel territorio delle regioni che non abbiano istituito un proprio regime di accreditamento.
La definizione di stato di disoccupazione viene direttamente collegata alla disponibilità della persona a partecipare attivamente a misure di politica attiva:  lo stato di disoccupazione consistente nella condizione del “soggetto privo di impiego che dichiara telematicamente al portale nazionale delle politiche del lavoro la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con i centri per l’impiego”. Questo significa che i beneficiari di prestazioni di sostegno al reddito (le nuove indennità di disoccupazione previste per chi perde il lavoro) che, senza giustificato motivo, non partecipano alle attività concordate con i Centri per l'Impiego saranno soggetti a sanzioni che vanno dalla decurtazione, alla sospensione o decadenza dalle prestazioni. L'iscrizione avviene quindi on line compilando il modulo Dichiarazione di Immediata Disponibilità allo svolgimento di un'attività lavorativa (DID).

Viene introdotto l’assegno di ricollocamento per coloro che percepiscono l’indennità di disoccupazione da più di 4 mesi senza aver trovato una nuova attività lavorativa. L’assegno di ricollocamento, o ricollocazione, consiste in un voucher erogato ai disoccupati e utilizzato presso i Centri per l’impiego, o presso soggetti privati accreditati, per poter fruire di servizi e attività utili nella ricerca di una nuova occupazione. La struttura cui rivolgersi può essere scelta liberamente dal disoccupato e tale struttura verrà effettivamente retributita (tramite il voucher) soltanto quando il soggetto troverà un’occupazione. La somma varia in base al profilo di occupabilità stabilito dal centro per l’impiego.

Per i giovani vengono introdotti degli incentivi che andranno alle imprese nel caso di sottoscrizione di un contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore.

L’articolo 18 del D.lgs. n. 150 individua tra i servizi e le misure di politica attiva del lavoro le seguenti attività:
 

  • orientamento di base, analisi delle competenze in relazione alla situazione del mercato del lavoro locale e profilazione;
  • ausilio alla ricerca di una occupazione, anche mediante sessioni di gruppo, entro tre mesi dalla registrazione;
  • orientamento specialistico e individualizzato, mediante bilancio delle competenze ed analisi degli eventuali fabbisogni in termini di formazione, esperienze di lavoro o altre misure di politica attiva del lavoro, con riferimento all'adeguatezza del profilo alla domanda di lavoro espressa a livello territoriale, nazionale ed europea;
  • orientamento individualizzato all'autoimpiego e tutoraggio per le fasi successive all'avvio dell'impresa;
  • avviamento ad attività di formazione ai fini della qualificazione e riqualificazione professionale, dell'autoimpiego e dell'immediato inserimento lavorativo;
  • accompagnamento al lavoro, anche attraverso l'utilizzo dell'assegno individuale di ricollocazione;
  • promozione di esperienze lavorative ai fini di un incremento delle competenze, anche mediante lo strumento del tirocinio;
  • gestione, anche in forma indiretta, di incentivi all'attività di lavoro autonomo;
  • gestione di incentivi alla mobilità territoriale;
  • gestione di strumenti finalizzati alla conciliazione dei tempi di lavoro con gli obblighi di cura nei confronti di minori o di soggetti non autosufficienti;
  • promozione di prestazioni di lavoro socialmente utile, ai sensi dell'articolo 26 del presente decreto.


Si tratta di una gamma strutturata e complessa di servizi fortemente centrati sui bisogni della persona, sulle moderne metodologie di orientamento e sulla conoscenza del territorio. L’o rientamento è un passaggio fondamentale di questi servizi: se non viene fatto o se viene fatto male, tutto l’intervento è inutile, se non rischioso, in termini di perdita di tempo, di risorse economiche e di opportunità.

L’Articolo 20 individua poi ulteriori attività che potranno essere inserite nel “Patto di servizio personalizzato”: l’accordo di collaborazione tra il Centro per l’Impiego e il disoccupato. In particolare:
 

  • partecipazione a iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro quali, in via esemplificativa, la stesura del curriculum vitae e la preparazione per sostenere colloqui di lavoro o altra iniziativa di orientamento;
  • partecipazione a iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  • accettazione di congrue offerte di lavoro.
     

Tratto da S.Or.prendo