Le regole d'oro per affrontare al meglio il primo giorno di lavoro

Il primo giorno di lavoro mette sempre un po' di ansia. Ecco allora alcuni consigli che ti aiuteranno a superarlo bene!
6 marzo 2018

Arriva con cinque minuti d'anticipo. Arrivare in ritardo il primo giorno di lavoro potrebbe costarvi abbastanza. La prma impressione è quella che conta. Ma questo non dovrebbe essere un problema. L'ansia ti avrà fatto svegliare mezzora prima che la sveglia suonasse!
Fai attenzione all'abbigliamento che deve essere curato ma semplice. Con il passare dei giorni ti renderai conto, guardando gli altri colleghi, di quale è l'abbigliamento più adatto per l'ambiente in cui lavori. Non esagerare con il ptrucco e con il profumo!
Usa tutto lo spirito di adattamento che possiedi e adeguati alla nuova situazione. Non innervosirti se mancano alcuni strumenti di lavoro: è solo il primo giorno.
Mettiti in ascolto e cerca di ricordare i nomi delle persone che ti verranno presentate. Ma se proprio ti risulta difficile, cerca almeno di ricordarti quello delle persone con cui lavorerai più a stretto contatto. Impara a distinguere da subito i ruoli, ed individuare nell'immediato la persona a cui  fare riferimento.
Non avere paura di chiedere. Meglio una domanda in più che una in meno. Se qualcosa non ti è chiaro, chiedi! Non rischiare di sbagliare tutto.
Entra in punta di piedi. Dimostrati propositivo ma senza esagerare: quando si entra in un gruppo già formato, è buona norma farlo «in punta di piedi», senza mettersi troppo in mostra, così da familiarizzare gradualmente con i colleghi. E’ possibile farlo condividendo con loro i momenti di pausa, o aggregandosi al gruppo nell'ora di pranzo.
Separa lavoro da vita privata. Al lavoro, la relazione è tra colleghi, e non tra amici. Quindi è buona norma tenere separati il piano personale da quello lavorativo. In questo modo eviterai che si creino pregiudizi che possano condizionare la tua relazione lavorativa.
Non lasciare che il nervosismo e le emozioni abbiano il sopravvento sulla tua professionalità.