telecomunicazioni

Il telefono fa la sua prima apparizione all’Esposizione centenaria di Filadelfia del 1876. Lo presenta Alexander Bell, che ne ha da poco depositato il brevetto. Nel 1881 nascono a Milano la Società italo-americana per l’esercizio del telefono Bell e la Società telefonica italiana, che due anni dopo si fondono nella Società Telefonica Lombarda.

Nel 1907 lo Stato assume in carico i servizi telefonici. Si scava nelle strade e si posano i fili. Meno di un secolo dopo, si apre l’era della comunicazione mobile.

Secondo l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nel 2009 gli italiani hanno trascorso, per la prima volta nella loro storia, più minuti al cellulare che alla cornetta del fisso (113,8 miliardi di minuti contro i 103,8 del telefono tradizionale). E sembra che il divario sia destinato ad aumentare. Nello stesso anno, si legge sul sito dell’Anitec, l’industria delle telecomunicazioni nel nostro Paese ha realizzato un fatturato aggregato di circa 8 miliardi di euro, di cui il 20% dalle esportazioni. I poli produttivi italiani occupano circa 35.000 addetti (5.000 solo nelle attività di ricerca). Ingegneri, tecnici, consulenti e agenti commerciali tra i più richiesti in questo ambito.

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La prima attuazione sperimentale di un telefono si deve ad Antonio Meucci, che non ebbe le capacità imprenditoriali né i mezzi economici per dare seguito alle proprie idee.

La storia.
Attorno al 1854, Meucci costruisce il primo prototipo di telefono per far comunicare il suo ufficio con la camera da letto dove riposa la moglie, affetta da una grave malattia.
A causa delle condizioni finanziarie in cui versa, Meucci non ha denaro a sufficienza per poter brevettare il “telettrofono”, come ha battezzato la sua invenzione. Nel 1871 riesce a fondare, assieme ad altri finanziatori italiani, la Telettrofono Company, riuscendo però a ottenere solo un brevetto temporaneo da rinnovare ogni anno al prezzo di 10 dollari.
É in grado di pagare solo fino al 1873.
Propone l’invenzione a una compagnia telegrafica di New York, che però decide di non investire. Il 7 marzo 1876 è Alexander Graham Bell a brevettare l’apparecchio: diventa così per tutto il mondo (Italia a parte) l’inventore del telefono. Meucci gli fa causa e perde.
Oltre un secolo dopo, l’11 giugno 2002, il Congresso degli Stati Uniti riconosce il ruolo di Meucci nell’invenzione del telefono.